Consigli per il tuo gatto

Se state leggendo questa pagina, complimenti, vuol dire che avete da poco accolto nella vostra vita un nuovo micio oppure vi state preparando al suo simpatico arrivo! Leggete attentamente i consigli qui riportati, vi torneranno utili in diverse situazioni!



L'età del gatto e dell'uomo

Anni Gatto/Uomo

Gatto 1 anno - Uomo 15 anni: A seconda del tipo di razza e dal sesso, i gatti dal 6 al 14 mese raggiungono la maturità sessuale.

Gatto 2 anni - Uomo 20 anni: A questa età i gatti si sentono dei leoni, sono pieni di forza e sono curiosi, purtroppo esclusa la mortalità neonatale questa è l'età con un alta mortalità perchè si verificano molti incidenti e per i soggetti randagi questa è la durata della vita media.

Gatto 5 anni - Uomo 30 anni: Questa è la fase della piena maturità, il cambiamento non è solo organico, anche il comportamento ne è influenzato: il gatto diventa più riflessivo meno incline ai "colpi di testa".

Gatto 10 anni - Uomo 60 anni: Intorno al decimo anno di vita il gatto entra nella terza età, possiamo iniziare a definirlo anziano e come tale dobbiamo comportarci con lui adeguando l'alimentazione e le sue abitudini.

Gatto 15 anni - Uomo 75-80 anni: A questa età possiamo definire il nostro gatto un "nonnetto" tanto dolce e amorevole ma anche molto delicato, molte patologie colpiscono proprio in questa fase di vita, questa infatti è la durata media di una gatto di casa ben tenuto e ben nutrito.

Gatto 20 anni - Uomo 100 anni: Pochi soggetti raggiungono o addirittura superano questa età, possiamo definirli dei centenari ma ricordiamoci che anche a questa età hanno bisogno di mille attenzioni e ogni piccolo malessere non deve mai essere sottovalutato.


La toxoplasmosi in gravidanza

La toxoplasmosi è una malattia parassitaria, in cui il contagio avviene principalmente attraverso l'ingestione diretta del parassita, il toxoplasma, che trasmette la malattia.
Il rischio della malattia arriva quindi cibandosi di carni infette crude o poco cotte, di vegetali contaminati da feci di gatto, oppure portando alla bocca o agli occhi le mani che hanno manipolato carni crude, terriccio, vegetali o altri materiali infetti.
E' possibile inoltre contrarre la malattia con viaggi in Paesi dove le condizioni igieniche sono scarse e in alcuni casi l'infezione può avvenire in seguito ad emotrasfusioni o a trapianto d'organo.

In gravidanza:

Le informazioni sulle possibili gravi conseguenze che l'infezione primaria da Toxoplasma può comportare per il feto ed il neonato hanno diffuso molto spesso un allarme spesso ingiustificato mettendo a volte i medici di fronte a problemi diagnostici che non sempre sono adeguatamente preparati a risolvere. Ne è un esempio il numero elevato di interruzioni volontarie di gravidanza o comunque gravi situazioni di angoscia provocato alle gravide in seguito ad un riscontro di sieropositività interpretato erroneamente come indice di malattia in atto invece che come correttamente dovrebbe essere fatto, di immunizzazione. La possibilità di ingerire le feci di un gatto, non è poi così elevata ma è giusto ricordare l'igiene e la pulizia delle mani dopo aver manipolato la lettiera delle deiezioni o dopo aver accarezzato il gatto. In realtà, anche in caso di infezione primaria in gravidanza, le probabilità che il feto venga infettato in utero sono piuttosto limitate, anche se crescenti con l'aumentare dell'età gestionale, mentre la gravità delle lesioni segue un andamento inverso ovvero è tanto minore quanto più il contagio fetale è tardivo. La toxoplasmosi può diventare un problema serio se viene contratta per la prima volta durante la gravidanza, perché c'è il rischio che il toxoplasma (un parassita) si trasmetta dalla madre al bambino. Se invece la madre ha avuto la malattia in passato, prima della gravidanza, allora può stare tranquilla perché la possibilità di una nuova infezione è quasi del tutto inesistente.

I rischi per il bambino:

Il rischio che il parassita si trasmetta dalla madre al bambino varia a seconda del momento in cui la madre si ammala: in generale aumenta man mano che la gravidanza si avvicina al termine. Nelle prime settimane di gravidanza è molto raro che l'infezione possa trasmettersi al bambino, ma quando avviene possono verificarsi gravi danni al bambino, come lesioni neurologiche o aborto spontaneo. Nel terzo trimestre di gravidanza la malattia si trasmette con più facilità (il rischio di trasmissione raggiunge il 70-90% dopo la 30a settimana), ma nella maggior parte dei casi senza alcuna conseguenza. Quindi, in conclusione, man mano che la gravidanza si avvicina al termine i rischi di contagio al bambino aumentano ma diminuisce la probabilità che l'infezione gli provochi danni. Circa il 90% dei bambini contagiati al momento della nascita non manifesta sintomi evidenti. E' importante ricordare che, per quanto asintomatici alla nascita, la maggior parte dei bambini infetti e non trattati svilupperà successivamente alcune manifestazioni della malattia: l'85% sarà affetto da corioretinite (riduzione della vista-cecità); dal 20 al 75% presenterà ritardo mentale, dal 10 al 30% presenterà una moderata perdita dell'udito.

Informazioni tratte dai siti: www.gravidanzaweb.it www.ginecologo.it


Il gatto: manuale

Dr. Jacopo Riva, PhD
Medico Veterinario Comportamentalista
Specialista in Etologia Applicata e Benessere Animale
www.etologia.it
riva.jacopo@gmail.com

Il gatto e l'uomo

Molti millenni fa, già gli antichi Egizi allevavano i gatti, che erano addirittura oggetto di culto: ne sono testimonianza le tombe contenenti migliaia di mummie di felini. In seguito i gatti vennero apprezzati per le loro doti predatorie nei confronti di topi e ratti, mentre altrove furono perseguitati e bistrattati per superstizione. In tutti i suoi spostamenti, l'uomo non ha mai mancato di portare con sé anche i gatti, contribuendo così alla loro diffusione in tutto il mondo. In Italia vivono quasi 7 milioni di gatti: chi ama i gatti non può non apprezzarne l'indipendenza e la determinazione. Infatti, un gatto libero di girare all'aperto riesce sicuramente a sopravvivere senza alcuna difficoltà. I gatti domestici possono anche essere molto docili e mansueti, ma solo quando vengono abituati a vivere con l'uomo fin da cuccioli. Secondo alcuni, non è il gatto a vivere in casa nostra, ma siamo noi a vivere in casa del gatto. Questo animale, indipendente e solitario, potrebbe benissimo fare a meno dell'uomo. Rispetto ai loro antenati, i gatti selvatici, i nostri felini domestici mostrano ben poche differenze. Solo le diverse varianti di colore visibili nei gatti comuni testimoniano l'influsso che l'uomo ha esercitato su questi animali attraverso i vari tentativi di allevamento. Tuttavia, la convivenza tra gatto e uomo presuppone che quest'ultimo provveda a soddisfare i bisogni dell'animale.

Particolarità dei gatti

I gatti selvatici, gli antenati dei felini domestici, sono ancora oggi molto diffusi nelle foreste e boscaglie di Europa, Asia e Africa. I gatti che ospitiamo nelle nostre case non sono altro che gatti selvatici addomesticati, e le differenze tra le due specie sono minime. I gatti selvatici sono animali solitari che cacciano principalmente al crepuscolo. Nelle operazioni di cattura possono far conto sui loro sviluppati sensi, denti affilati per catturare le prede e una spiccata abilità nel salto. Si nutrono principalmente di topi, ma talvolta predano uccelli, pesci, lucertole, rane e insetti. I gatti selvatici prediligono zone tranquille nelle foreste e boscaglie, che offrano adeguati nascondigli in cui rifugiarsi durante il giorno. Benché si conosca ben poco del comportamento sociale dei gatti selvatici allo stato libero, sembra che essi siano soliti vivere in completa solitudine. Tuttavia, alcune ricerche effettuate su esemplari selvatici tenuti in cattività evidenziano che anche questi animali riescono a convivere in gruppo senza particolari difficoltà se sono presenti quantità sufficienti di cibo e luoghi in cui possono nascondersi. Sebbene la convivenza tra l'uomo e i gatti domestici risalga a diversi millenni fa, questi ultimi presentano differenze pressoché nulle rispetto ai propri antenati selvatici, anche dal punto di vista delle abitudini e quindi comportamentali. Anch'essi, infatti, necessitano di nascondigli, di un'alimentazione a base di carne e di luoghi da esplorare. Se lasciati liberi di girare all'aperto, adottano davanti alla tana del topo le medesime tecniche di caccia. Se invece vengono tenuti in appartamento senza alcuna possibilità di uscire, devono poter esprimere i propri comportamenti tipici come esplorare, osservare, tendere agguati e afferrare la preda anche nei confronti di altri oggetti inanimati. Analogamente ai loro antenati selvatici, anche i gatti domestici possono sviluppare un'indole solitaria o gregaria. Se da piccoli vengono tenuti con gli altri membri della cucciolata almeno per le prime 10-12 settimane di vita, anche da adulti non avranno alcuna difficoltà a integrarsi in un gruppo di con specifici, almeno nella maggior parte dei casi e in assenza di stimoli traumatici.

Gatti che vivono all'aperto

I gatti che vivono liberamente all'aperto riescono a soddisfare autonomamente gran parte delle proprie esigenze. Chi offre al proprio gatto la possibilità di uscire predisponendo apposite porticine basculanti o scalette, nella maggior parte dei casi gli garantisce una vita che permette loro di esprimere al meglio l' indole naturale e il loro etogramma. I gatti che vivono all'aperto dovrebbero comunque essere castrati o sterilizzati per evitare che un'eccessiva proliferazione renda insufficienti le risorse disponibili in zona. Anche chi vive in campagna deve tener conto del fatto che prima o poi il proprio gatto potrebbe non tornare più da una delle uscite quotidiane. È importante non dimenticare che anche i gatti liberi di utilizzare gli spazi aperti devono essere nutriti, in quanto il nostro paesaggio antropizzato non offre il sostentamento sufficiente a sfamare un'intera popolazione di felini. Naturalmente devono anche avere in qualsiasi momento accesso a un riparo protetto, in casa o in un fienile.

Gatti in appartamento

I gatti che vivono all'aperto non fanno altro che mostrare ciò che anche i gatti da appartamento farebbero se solo ne avessero la possibilità: crogiolarsi per ore al sole, girovagare nei prati e sugli alberi, avvicinarsi di soppiatto alla preda, stare in agguato, sferrare attacchi fulminei e giocare con innumerevoli oggetti. Se abituati sin da piccoli a vivere in appartamento, i gatti mostrano ottime capacità di adattamento agli spazi ristretti: tuttavia, in nessun caso si dovrebbe costringere in appartamento un gatto abituato a vivere all'aperto, se non tramite precauzioni da valutare con il medico veterinario. Un singolo gatto dovrebbe poter vivere almeno in uno spazio formato da 2-3 ambienti diversi; per ogni esemplare che si va ad aggiungere dovrebbe esserci almeno una stanza in più. Più importante ancora del numero di metri quadrati è la struttura dell'appartamento, che deve essere fonte di stimoli e "a misura di felino". Vanno fornite adeguate possibilità di arrampicarsi e di grattare, e una cassetta per escrementi per ogni gatto. È importante assicurare che la ciotola, il luogo di riposo e la lettiera per escrementi siano separati l'uno dall'altro; per ogni gatto deve essere presente almeno un luogo di riposo e uno spazio in cui poter fare i propri bisogni, possibilmente tranquillo e non in luoghi di passaggio. I gatti devono avere anche la possibilità di arrampicarsi: i felini apprezzano particolarmente le mensole alle pareti, amano trovarsi posticini in cui riposare in cima agli armadi, su uno scaffale della libreria o, ancora meglio, saltare sul davanzale esterno della finestra per osservare ciò che accade fuori dalle loro mura. Infine, in un appartamento in cui vive un gatto non deve mai mancare un oggetto su cui l'animale possa sfogare la propria voglia di grattare, come ad esempio un tiragraffi per affilarsi le unghie, quindi per marcare il territorio, evitando di utilizzare letti e divani. Un consiglio riguardo alla cassetta della lettiera del gatto: prevedere almeno una cassetta dei bisogni per gatto, ma ancor meglio sarebbe seguire la regola che prevede un numero di lettiere pari al numero di gatti in casa, più una. In ogni caso la cassetta deve essere abbastanza grande, stabile e possibilmente non coperta. Utilizzare un substrato sabbioso più soffice possibile e non profumato, cercando di non sostituire marca, se il gatto la utilizza correttamente.

Cibo e acqua

I gatti si nutrono, per natura, di topi o di altri piccoli animali. Il loro organismo è interamente strutturato per questo tipo di alimentazione. L'intestino particolarmente corto non consente loro di digerire alimenti esclusivamente vegetali. Cibandosi di topi, i gatti non si nutrono unicamente della carne, ma assimilano anche altre sostanze nutritive, in particolare il contenuto dello stomaco delle loro prede, che contiene sostanze vegetali e numerose vitamine. Al giorno d'oggi, anche un gatto abituato a trascorrere buona parte del proprio tempo all'aperto non sarebbe in grado di procacciarsi cibo a sufficienza. È dunque necessario completare le razioni quotidiane ricorrendo agli appositi preparati commerciali di buona qualità, concepiti espressamente per rispondere alle esigenze dei felini. Gli scarti alimentari, costituiti prevalentemente da pasta, riso e verdura, non sono indicati come alimento esclusivo dei gatti, ma possono essere impiegati per integrare la loro dieta, solo in assenza di patologie organiche e dopo il consenso del Medico Veterinario. In ogni caso occorre prestare la massima attenzione al peso degli animali, che non devono eccessivamente ingrassare: è importante non dimenticarsi che i gatti devono poter avere sempre accesso all'acqua fresca che dovrà essere elargita quotidianamente.

Contatti sociali

I gatti possono essere animali solitari, ma anche gregari. Il loro carattere dipende dalle condizioni in cui hanno vissuto quando erano cuccioli. I felini abituati a vivere con l'uomo hanno anche bisogno di stare a stretto contatto con i propri proprietari. I gatti che hanno vissuto con i propri fratelli almeno le prime 10-12 settimane di vita possono sviluppare un atteggiamento spiccatamente gregario. Dopo questo periodo, invece, diventa difficile integrare gatti cresciuti da soli all'interno di un gruppo: per questi soggetti, che non hanno potuto socializzare correttamente nelle prime settimane, la compagnia dei con specifici, unita all'assenza di possibilità di fuga è fonte di enorme stress. Viceversa, i gatti particolarmente socievoli possono stressarsi notevolmente se improvvisamente vengono privati del contatto con altri loro simili. Se tra due gatti da appartamento dovesse venire a mancarne uno, è bene pensare ad eventuali rimedi, come un altro gatto cucciolo, ma solo dopo aver ascoltato il parere del Medico Veterinario. Perché un essere umano possa sostituirsi, entro certi limiti, a un loro con specifico felino, nelle prime 8 settimane di vita i gatti dovrebbero rimanere a stretto contatto con l'uomo. Chi decide di tenere in appartamento un solo gatto, dovrebbe essere presente e giocare con il proprio animale per almeno 3 ore al giorno.

Luoghi per il riposo

È importante che i gatti abbiano a disposizione una vasta scelta di luoghi accoglienti dove appisolarsi. Se ne trovano uno in cui si sentono a proprio agio, possono restarvi a sonnecchiare anche per diverse ore. I gatti prediligono luoghi di riposo dove potersi isolare: accanto alla classica cestina disponibile in commercio, possono essere ottimi giacigli alcune scatole in cartone poste sopra l'armadio della camera oppure un posticino con un'imbottitura morbida sotto il divano. Osservate le abitudini del vostro gatto e riponete del materiale morbido nei luoghi che man mano si sceglie per riposare. Se si possiedono più gatti, è necessario predisporre un luogo di riposo per ognuno, meglio ancora se ve ne sono uno o due in più, al fine di evitare eventuali conflitti.

Cambiamenti nella vita dei gatti

I gatti sono animali fondamentalmente abitudinari. Amano rimanere nei luoghi a loro più familiari e prediligono rapporti stabili all'interno della famiglia. Se si prospettano eventuali cambiamenti, chi possiede un gatto è chiamato a prestare particolare attenzione. Sarebbe buona cosa riservare ai nostri amici felini qualche attenzione in più ancora prima di affrontare un trasloco. Nella frenesia tipica della fase di imballaggio, i loro posticini preferiti andrebbero risparmiati il più a lungo possibile. Una volta effettuato il trasloco, è importante non fare uscire immediatamente il gatto all'aperto nella nuova abitazione. Potrebbe infatti mettersi alla ricerca della strada per il suo precedente appartamento, con il rischio di perdersi o ferirsi. Anche se abituato a uscire liberamente, il gatto andrebbe lasciato per alcuni giorni nell'appartamento, in modo che lo riconosca come la sua nuova casa. Le prime uscite dovranno poi essere concesse in modo graduale e sempre sotto stretta sorveglianza. Un gatto necessita di particolari attenzioni anche nel caso in cui si verifichino cambiamenti all'interno della famiglia, ad esempio in occasione della nascita di un figlio. Se il felino dovesse avere difficoltà nell'adattarsi al nuovo cambiamento ambientale, rappresentato dal nuovo arrivato, potrebbe sviluppare comportamenti inopportuni, smettere di fare i propri bisogni nella cassetta o persino aggredire. Non lasciate mai un gatto da solo e incustodito nella stanza insieme al vostro bambino.

Cosa occorre sapere prima di accogliere un gatto

Se desiderate possedere un gatto, è bene che conosciate a fondo l'indole di questo felino e le sue particolarità ed esigenze. Prima di adottare un gatto dovreste anzitutto porvi alcune domande: siete in grado di soddisfare tutte le sue esigenze? Siete disposti a prendere in considerazione eventuali compromessi per venire incontro ai suoi bisogni naturali, e ad accettare il lato selvatico di questo felino? Occorre inoltre tener presente che un gatto tenuto in appartamento può vivere anche 10-20 anni: siete disposti a prendervi cura del vostro animale per un periodo di tempo così lungo? Valutate anche quale tipologia di gatto desiderate: uno dal carattere indipendente oppure uno tutto da coccolare? Un solo gatto oppure più esemplari? Un felino da tenere in appartamento oppure uno cui poter offrire la possibilità di girare liberamente all'aperto? Concedetevi del tempo per visitare più volte il gattile prima di operare una scelta. Non esitate a chiedere informazioni sulla madre dei gattini: spesso i volontari conoscono a fondo il carattere della gatta, che andrà poi in parte a influenzare quello dei suoi piccoli, o comunque conoscono bene le caratteristiche di tutti i gatti ospiti. Assicuratevi che i cuccioli abbiano avuto sufficienti contatti con l'uomo nelle loro prime otto settimane di vita. Se desiderate tenere più esemplari è bene scegliere gattini della stessa cucciolata o assicurarvi almeno che i vostri futuri amici abbiano convissuto per le prime 10-12 settimane di vita con altri cuccioli (e ciò non è difficile in un gattile!): in tal modo non avranno troppe difficoltà a integrarsi in un altro gruppo di gatti. Importante: se prendete con voi un gatto abituato a girare liberamente all'aperto, dovreste evitare di rinchiuderlo tra le quattro mura di un appartamento. Se acquistate un gatto abituato a vivere "in compagnia" di altri felini, dovete assicurarvi che, una volta con voi, possa godere della stessa compagnia. In poche parole: se uno dei vostri due gatti dovesse venire a mancare, è bene trovare al micio rimasto solo un nuovo compagno. Viceversa, un gatto abituato a vivere in completa solitudine non dovrebbe mai essere costretto a una vita in gruppo.

Gioco e occupazione

Non potendo cacciare, i gatti da appartamento devono comunque poter esprimere il proprio istinto predatorio, se possibile con un gioco per gatti specifico. L'industria degli animali da compagnia offre un'infinita varietà di articoli pensati per il divertimento dei nostri amici felini. Ma molto spesso i gatti sembrano apprezzare, con altrettanto interesse, anche oggetti più semplici, come un gomitolo di lana da puntare e catturare, una scatola delle scarpe con piccoli buchi nei quali poter infilare le zampette per scoprirne il contenuto misterioso o le palline di carta stagnola appese con lo spago nella porzione più alta delle pareti, oppure amano stare alla finestra in postazione di vedetta per osservare il mondo esterno.

In viaggio con un gatto

Chi possiede un gatto e decide di andare in vacanza ha tre possibilità: affidare il proprio animale alle cure di un vicino, lasciando il gatto in casa, portarlo temporaneamente in una pensione o un rifugio per animali oppure portarlo con sé in viaggio. I gatti abituati ad uscire all'aperto vanno lasciati preferibilmente a casa. Il più delle volte capita di trovare un parente o un vicino disposto a dar loro da mangiare regolarmente se non addirittura a tenerli d'occhio. Per i gatti da appartamento le pensioni o i rifugi per animali possono essere una soluzione valida. L'esperienza insegna che il soggiornare temporaneamente in una di queste strutture non comporta alcun problema per gran parte di questi animali. Tuttavia è consigliabile mandarvi il vostro amico felino per uno o due giorni di prova. Gli esperti operatori della struttura sapranno consigliarvi immediatamente se il vostro animale è in grado di sopportare un soggiorno di una o due settimane. Ricordate sempre le vaccinazioni annuali e di richiedere che tutti i soggetti ospiti nella struttura siano a loro volta vaccinati. Chi desidera portare con sé in viaggio il proprio gatto deve considerare diversi aspetti: nei lunghi viaggi in auto i gatti devono poter bere e rinfrescarsi regolarmente. Per i viaggi in aereo occorre rispettare le norme di trasporto: verificatele direttamente contattando gli uffici preposti degli aeroporti o contattando l'ASL Veterinaria di riferimento. Per quanto riguarda i viaggi all'estero, occorre attenersi alle normative riguardanti le vaccinazioni e le altre prescrizioni vigenti nel Paese di destinazione. In particolare, per tutti i viaggi all'estero (anche nell'UE) è obbligatoria una vaccinazione antirabbica. Per quanto concerne i viaggi nell'UE e in altri Paesi, il gatto deve essere identificato mediante microchip elettronico. Chi viaggia verso un Paese in cui è presente la rabbia deve ottenere dall'ASL, prima della partenza, un permesso per poter rientrare in Italia, altrimenti rischia di dover lasciare il gatto in aeroporto. Nei Paesi caldi incombe la minaccia di parassiti e agenti patogeni sconosciuti. Ricordate che un gatto da appartamento non ha la stessa resistenza di un gatto che vive libero. Il cibo per gatti a cui è abituato il vostro amico a quattro zampe non è disponibile ovunque, quindi è bene portare con sé scorte sufficienti! Quando possibile, la soluzione migliore è lasciare il gatto a casa.

Salute

I gatti sono considerati animali con una salute di ferro. Tuttavia possono contrarre diverse malattie diffuse, alcune delle quali possono essere mortali non solo per loro, ma anche per l'uomo. In particolare i gatti che vivono all'aperto e quelli affidati a una pensione o un rifugio per animali dovrebbero essere vaccinati contro le malattie infettive più frequenti quali la panleucopenia felina o gastroenterite virale, la rinotracheite virale felina e la leucemia felina virale. Gli animali infettati da panleucopenia felina vanno incontro il più delle volte a una morte dolorosa, pertanto è opportuno vaccinare i gatti fin da cuccioli, in ogni caso non prima delle otto settimane di vita. I gatti che vivono all'aperto andrebbero sverminati almeno una volta l'anno. I gatti che escono all'aperto e hanno quindi la possibilità di cacciare possono contrarre dai topi la toxoplasmosi, una malattia pericolosa anche per l'uomo, soprattutto per le mamme in gravidanza e per il feto. Le donne in gravidanza dovrebbero quindi essere piuttosto prudenti nel contatto con gatti liberi di circolare all'aperto, anche se le più semplici regole di igiene sono sufficienti per evitare il contatto con tale parassita, la cui trasmissione è oro-fecale. Anche patologie quali il poxvirus o la bartonellosi possono essere altrettanto nocive per l'uomo. In particolare quest'ultima è trasmissibile all'uomo attraverso ferite provocate da graffi o morsi di gatti apparentemente sani. Per ulteriori informazioni sulle malattie dei gatti è opportuno rivolgersi al proprio Medico Veterinario.


Il gatto di casa: come affrontare i problemi più frequenti

Il gatto che graffia i mobili

Farsi le unghie, per i gatti, ha un doppio significato: da una parte serve a mantenere in buone condizioni gli artigli e dall'altra serve a marcare il territorio. La marcatura del territorio è molto importante per i gatti e il suo scopo non è solo comunicare i confini e le zone di passaggio ma anche dare al gatto stesso una sensazione di tranquillità. Per evitare che il gatto usi il vostro divano come substrato per le sue marcature con graffi, la prima cosa da fare è fornigli un buon grattatoio. Le caratteristiche di un grattatoio efficace, cioè che sia utilizzato dal gatto tutte le volte che sente l'esigenza di farsi le unghie sono le seguenti: " deve essere una superficie verticale stabile (non deve traballare od ondulare) " deve essere di materiale che consenta la penetrazione delle unghie, né troppo duro né troppo morbido e che renda il graffio ben visibile (legno, moquette...) " deve essere posizionato in un luogo ben visibile, possibilmente vicino al punto di passaggio principale Se, nonostante la presenza di uno o più grattatoi correttamente posizionati, il vostro gatto crea ancora problemi con i suoi graffi in casa potete ricorrere all'uso di feromoni sintetici (Feliway) nell'ambiente. Queste sostanze rappresentano la frazione appagante di feromoni guanciali che il gatto normalmente emette stusciando il muso sugli oggetti e spesso diminuiscono l'esigenza di marcare sia con i graffi che, come spiegato di seguito, con le urine. Ci sono situazioni in cui è necessario l'intervento di un Medico Veterinario comportamentalista per diagnosticare il motivo per cui il gatto graffia ossessivamente o spruzza urina al di fuori della lettiera.

Il gatto che sporca fuori dalla cassettina

Una delle caratteristiche preferita dai proprietari è che i gatti sono animali puliti e che non hanno bisogno di essere accompagnati fuori per emettere feci e pipì. Se il vostro gatto invece urina per casa il problema va affrontato quanto prima. Come visto nel caso delle graffiature, anche l'urina può servire come marcatura territoriale e come segnale tranquillizzante per il gatto stesso. L'importante è non confondere una marcatura di urina con un problema di salute, legato a infiammazioni o infezioni delle vie urinarie o a problemi organici diversi o alla cistite interstiziale cronica. Talvolta gatti con problemi di infezioni urinarie sporcano fuori dalla cassettina, ma questo non vuol dire che marchino il territorio. In questi casi è assolutamente consigliato l'immediato intervento del vostro Veterinario. Altre volte il tipo di sabbietta o la posizione della cassettina sono particolarmente sgraditi al gatto: cambiateli prima di cercare altre soluzioni. Ricordate inoltre di non posizionare mai la ciotola del cibo vicino alla cassettina La marcatura urinaria ha caratteristiche ben precise: di solito viene emessa stando sulle 4 zampe e verso una superficie verticale. Anche i maschi sterilizzati e le femmine possono marcare in questo modo, mentre le femmine possono marcare anche rimanendo accucciate. Perché un gatto marca con le urine? Molti possono essere i motivi, i più comuni sono: " l'alterazione del territorio abituale (cambio d'arredamento, traslochi) " l'introduzione di nuovi animali o persone " la presenza di una femmina in calore Nei casi meno gravi si può ricorrere all'uso di feromoni sintetici (Feliway), che aiuteranno l'animale a ritrovare sicurezza nel suo ambiente. Se all'emissione di urina si accompagnano altri sintomi, come sporcare anche con le feci, mangiare poco, manifestare paura o aggressività anche in situazioni comuni è necessario l'intervento di un Veterinario terapista comportamentale.


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